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S. Angela Merici

 

 

Vita di S. Angela Merici

 

S.Angela nasce a Desenzano del Garda (Brescia), probabilmente nel 1474.

Cresce in una famiglia di radicati principi cristiani e di modesta condizione sociale, anche se imparentata con persone influenti.

Suo padre Giovanni, che era cittadino di Brescia, vive lavorando la terra. Sua madre, Caterina, è sorella di ser Biancoso de' Bianchi di Salò (Bs), per molti anni membro del Consiglio Comunale di quella città.

Quasi certamente ha due fratelli e una sorella, deceduta in giovane età

Angela risiede a Desenzano fino alla morte dei genitori, in una località denominata "Le Grezze", in aperta campagna.

 

La sua vita si sviluppa nel clima semplice e cristiano della famiglia, sull'esempio dei genitori, acquistando una solida formazione spirituale fondata sull'imitazione di Cristo.

Nel giro di un anno, forse tra il 1491 e il 1492, Angela rimane sola con il fratello, esposta ai pericoli di quegli anni turbolenti; per questo viene accolta nella casa dell'agiato zio materno Biancoso de Bianchi, a Salò.

La casa è frequentata da persone raffinate e colte, e proprio per contrastare lo spirito mondano in cui ora vive, Angela si dedica ad una vita di lavoro umile e di mortificazione. Si fa pure terziara francescana per ricevere con più frequenza la S. Comunione.

 

Qualche anno dopo, verso i 25 anni, torna a Desenzano col desiderio di poter meglio decidere della sua vita. Qui conduce una vita di lavoro, in casa e nei campi, una vita di silenzio, dedita alla preghiera, ai digiuni e alle opere di carità.

Sempre a Desenzano, nella località del Brudazzo (1506?), mentre è raccolta in preghiera, in una pausa del lavoro di mietitura, vede il cielo aprirsi e apparire una scala ritta fra la terra ed il cielo...con un lungo corteo di vergini e di angeli osannati...un'armonia che riempie il silenzio assorto del creato. La visione è così inequivocabile che ad Angela rimane la certezza di essere stata scelta per una missione da compiere nel nome di Dio. Tempi e modi erano scritti lassù, ma lei ebbe l'intuizione che li avrebbe ignorati, fino a quando fosse suonata l'ora di Dio.

 

Nel 1516 si stabilisce a Brescia, dapprima presso la famiglia Patengola, dove reca conforto alla Signora Caterina, rimasta vedova, e in lutto per la morte dei due figli; poi in Contrada S. Agata, nelle due stanzette che le offre il ricco mercante Antonio Romano. Angela diviene la benefattrice e la consigliera più ricercata della città. Alla sua porta bussano poveri che mendicano un conforto o un consiglio, ma anche nobili della corte degli Sforza.

Sono di questo periodo i pellegrinaggi di Angela:

  • A Mantova (1521 o 1522) per pregare sulla tomba della mistica Osanna Andreasi, terziaria domenicana;
  • in Terra Santa (1524);
  • a Roma (1525) per acquistare il giubileo;
  • al Sacro Monte di Varallo (1529? e 1532) per meditre i misteri della passione e morte diCristo.

Di ritorno è costretta a riparare per qualche tempo a Cremona (sempre nella casa di Agostino Gallo), essendo Brescia minacciata di occupazione da parte di truppe spagnole-tedesche. Qui, ad un tratto, la sua salute è così precaria che Angela sembra vicino a morire. Miracolosamente rinfrancatasi, torna a Brescia, ospite di Agostino Gallo.

 

Qualche mese dopo Angela va a vivere dapprima in contrada San Barnaba, e poi finalmente in locali di proprietà dei Canonici Leteranensi, presso Sant'Afra.

 

Il 25 Novembre 1535, giorno di S. Caterina di Alessandria, Angela dà avvio ufficialmente alla campagna di S.Orsola: 28 vergini si riuniscono nella chiesa di S. Afra, ricevono l'Eucarestia e si consacrano a Dio. A testimonianza del fatto, depongono la loro firma nel "libro generale" della Compagnia, alla presenza del cancelliere "Messer Cozzano" (il segretario a cui S. Angela detterà i suoi scritti).

Per questo nuovo itinerario spirituale, che ormai si va consolidando e diffondendo, Angela detta la Regola che sarà presentata al vescovo card. Cornaro ed approvata nel 1536.

Prima di morire detterà anche i Ricordi ed i Legati, quale testamento spirituale indirizzato alle Madri e alle Governatrici della Compagnia.

Angele muore a Brescia il 27 gennaio 1540, attorniata dalle sue figlie.

Dopo le esequie solenni, il suo corpo rimane esposto per una mese nella Chiesa di S. Afra, senza subire corruzione alcuna. I Canonici ed i francescani si contendono l'onore della sepolura. Alla fine si decide per la Chiesa di S. Afra, accanto alle reliquie dei santi martiri bresciani Faustino e Giovita.

Il 24 maggio 1807 il Papa Pio VII la proclama Santa e nel 1861 Pio IX ne estende il culto alla Chiesa universale.

 

 

Per chi volesse approfondire ulteriormente l'argomento si suggerisce la lettura dell'articolo scritto dalla Professoressa Irma Bonini Valetti.

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